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LIBRA di Barbara Bracci

 

                                         

                                                RECENSIONE di Santina Russo


La silloge poetica di Barbara Bracci racchiude già nell'enigmatico titolo Libra la sua principale peculiarità di una poesia dal linguaggio denso e metaforico, carico di un significato che va ben oltre quello denotativo, e che assume spesso valenze diverse e contrapposte. Anche il titolo stesso Libra può assumere un duplice significato che va dal senso di equilibrio, cui aspira la razionalità umana, al senso di libertà, di spiegare le proprie ali e librarsi nell'infinito, aspirazione della fantasia e dell'irrazionalità.
L'idea della libertà si lega a quella dei ricordi dell'infanzia, quando la scoperta della perfezione del nome dell'autrice (due sequenze perfette/ rotte nel finale/ bar bar a ) spezzata dalla vocale finale offre lo spunto di immaginare l'ultima lettere del proprio nome come "l'anello a cui mi aggrappo per volare in alto e lasciare il solco."
Ogni lirica custodisce in sé messaggio, espresso in una forma concisa che concentra in pochi e brevi versi una sorprendente profondità di significato, spesso decantato con un velo di ironia (Sei il granello di sabbia/ Nell'occhio! Non ci vedo, non ci vedo...). I temi affrontano diverse tematiche dell'esistenza umana, l'amore (che fa volare fino all'ottava sopra), il sesso (è maschio il cielo/ femmina è terreno), l'incomprensione (da notare la metafora del caffè per indicare l'incomprensione tra due persone), la relatività, il ciclo della vita.
La silloge si offre dunque come uno spunto per approfondite riflessioni sulla vita umana, come uno spiraglio per affacciarsi alla finestra dell'animo umano e coglierne le diverse sfumature, attraverso il linguaggio delicato e a volte imperscrutabile della poesia, impreziosito in questa raccolta dall'uso di termini ricercati accostati a immagini e parole di uso comune, che è il filtro magico che trasforma un messaggio in un messaggio poetico.



"Libra" di Barbara Bracci, edizioni Il Filo, Roma 2008



 

 

PRESENTAZIONE

La silloge poetica di Barbara Bracci comprende liriche davvero sorprendenti, in quanto ognuna di esse esprime uno stato d'animo, identificato dal titolo, con immagini metaforiche molto originali ed evocative. Interessante pure la loro costruzione formale, sapientemente congegnata e arricchita da allusioni, giochi di parole, assonanze varie, omoteleuti, enjambement [...]. Molto spesso le singole sensazioni che ogni poesia descrive nel suo particolarissimo modo allusivo e metaforico sono collegate con le vicissitudini legate all'inizio, all'apogeo e alla fine dell'amore: l'amore che fa "Volare all'ottava nota sopra" ma anche "Scavare fino all'ottava sotto [...] / Dove i battiti sono tuoni / Il tuono impossibile / L'inferno possibile" (Amore) [...]. La natura è fonte anche di riflessione, nell'osservazione della sua meravigliosa complessità, scoprendo ad esempio "il motore" del girasole (Complessità); è legata spesso, infatti, alla scoperta, come nei ricordi risalenti all'infanzia, dove il salto di un grillo disvela l'"imperfezione" del nome dell'autrice [...]. La riflessione dell'autrice è incentrata inoltre sulla vita in generale, la sua circolarità dalla nascita alla morte: "Il cerchio della vita. [...] / Pietra sepolcrale / con polvere di latte / riempita".

 

 Genere: Poesia

 Anno: 2008

  Editore: Albatros

  ISBN 978-88-567-0695-6

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