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LA MIA BAMBINA DI CARNE E SANGUE ... e altre storie di pancia e di donne

di Anna Valeria Cipolla D'Abruzzo

 

   

 

 

PROFILO DELL'AUTRICE

 

Anna Valeria Cipolla D'Abruzzo, di origine abruzzese ma nata a Bologna, presenta sei racconti al femminile; di cui tre ( tra i quali un saggio su Trotula De Ruggero, la prima ginecologa donna della storia italiana) vincitori al 2° posto presso concorsi letterari nazionali. Provenienti da studi classici, ed entrata a far parte della giuria per la 3° edizione del concorso letterario La Biblioteca d'Oro di Barrafranca ( EN), ha uno stile pregno di dettagli, essendo proprio per carattere un'amante del particolare, ma, allo stesso tempo, scorrevole ed immediato, che dà vita ad un tipo di narrativa introspettiva dove vengono alternata descrizioni struggenti a situazioni, invece, piuttosto buffe.

 

PRESENTAZIONE DELL'AUTRICE

 

Qualcuno, passando davanti allo scaffale di una libreria e prendendo in mano il mio libro, potrebbe chiedersi cosa significhi “storie di pancia”. Bene, farò del mio meglio per rispondere al legittimo quesito.

All’interno di questo volume sono riuniti sei racconti che, per un verso o per un altro, sono riconducibili alla pancia di una donna. Preciso, che ciò è assolutamente casuale; soltanto quando ho deciso di mettere insieme i miei testi, all’improvviso, mi sono accorta del filo conduttore sopra enunciato e, proprio per questo, ho deciso di aggiungere il sottotitolo.

Certo, forse non si tratta di una vera e propria casualità; del resto, sono a mia volta donna e vivo la mia “pancia”, porzione anatomica e soprattutto insieme di emozioni, come parte integrante delle mie vicende personali.

Specificatamente ai testi:

   In “La mia bambina di carne e sangue”; Anita vive una disperata gravidanza di quasi dieci anni e, solo dopo un travaglio interiore davvero penoso e dopo una scelta piuttosto discutibile, riuscirà a stringere tra le braccia la piccola Irene: la sua bambina, finalmente fatta di vera carne e autentico sangue.

   In “Storia di un sofferto diniego”; la protagonista, scottata da un passato amoroso ridottosi rovinosamente ad abbandono, teme il suo essere donna e, serrandosi ventre e cuore, rifiuta categoricamente l’invito di un uomo… forse la vera anima gemella… o forse solo un altro piccolo percorso di vita, anche questo a tempo determinato. A tempo determinato come tutto ciò che riguarda l’esistenza dei giovani, oggi: il lavoro, la moda, la tecnologia ed anche, purtroppo, gli affetti.

  In “VIOLARA: coincidenze in dono per l’8 Marzo”; la fertilità di Lara è minacciata da un possibile tumore al collo dell’utero. Non è dato sapere del suo stato di salute e del suo eventuale, futuro ruolo di madre ma, nella notte a cavallo tra il 7 e l’8 Marzo, dentro di lei nascerà senz’altro l’amicizia…

   In “Uno scheletro per Amico”; una ragazza si scopre tradita a pochi passi dal giorno delle nozze. Improvvisamente, decade un progetto di vita comune che, sicuramente, avrebbe contemplato anche l’arrivo di un figlio. Ma lei, dopo un primo momento di assoluto sconforto, si fa forza attraverso i ricordi gioiosi dell’infanzia e si consola pensando che tutti i suoi sogni, un giorno, potranno essere ancora realizzati…  infatti, il loro corso è stato soltanto un po’ rallentato dagli eventi sfortunati; ma non si è assolutamente arrestato!

   In “Fattucchiere Coraggiose -  La Modernità della Scuola Medica Salernitana”; la pancia è osservata da un punto di vista medico-scientifico. Attraverso la figura, realmente esistita, di Trotula De Ruggero, la prima ginecologa donna della nostra storia, si scoprono le attività che si svolgevano all’interno della Scuola di Medicina Salernitana nell’XI° sec. d.c. (Istituto vanto del sud Italia a dispetto della rilevanza culturale riconosciuta, perennemente, al nord e in prevalenza all’Università di Bologna); tra cui, naturalmente, anche quella del parto.

   In “Corallo -  Nate con la coda”; la gravidanza è vissuta, invece, come un pesante fardello. Cora tenta di abortire ma, non disponendo dei mezzi idonei con cui farlo, causa anche l’epoca in cui vive (la II° metà del 1800), fallisce e si dispera all’idea di un figlio non voluto; conseguenza di un matrimonio forzato. Di un rapporto ai limiti della prigionia.

 

Ecco dunque, sei modi diversi di intendere la “pancia”. Di intendere le emozioni, attraverso gli occhi delle Donne.

 

Anna Valeria Cipolla d’Abruzzo

 

 

RECENSIONE

di Santina Russo

 

Ho letto i sei racconti che compongono la raccolta con la consapevolezza che non ne sarei certamente rimasta delusa. La consapevolezza deriva dal fatto che il primo di questi racconti, quello che dà il titolo alla raccolta, lo conoscevo già in maniera molto approfondita, seppur nella versione ridotta che l'autrice aveva inviato per la partecipazione al 2° Concorso Letterario Nazionale " La Biblioteca d'Oro " di cui sono organizzatrice e presidente di giuria.

            Il racconto " La mia bambina di carne e sangue" ha ottenuto un plauso unanime dalla giuria del concorso che ne ha decretato la classificazione al secondo posto per l'originalità della trama, per lo stile semplice ma accurato e per la profonda ispezione psicologica dell'animo femminile, che in certi casi può rivelare comportamenti considerati quasi " patologici" ma che, in realtà, celano solo profonde insicurezze e desideri negati. Durante la cerimonia di premiazione ebbi anche l'onore e il piacere di conoscere l'autrice premiata; mi aspettavo una quarantenne grassoccia e invece era una giovanissima scrittrice bolognese dall' aspetto delicato ed elegante.

            Un'autrice che conosce bene l'animo femminile ma che ha la rara capacità di trasformare in opera d'arte quei desideri comuni a tutte le donne e, forse per questo, spesso banalizzati dall'opinione pubblica.

            Primo fra tutti i desideri femminili, senz'altro la realizzazione del sogno di diventare madri. Sogno a lungo inseguito dalla protagonista del racconto " La mia bambina di carne e sangue " e avvallato da un compagno con il quale i sogni non avevano più un confine con la realtà. Eppure il sogno s'infrange, la maternità diventa quasi un progetto fallito finché Anita, la protagonista, non riemerge dalla sua crisi interiore e riesce a materializzare il sogno di avere una bambina " di carne e sangue " .

            La personalità femminile permeata da fragilità e insicurezza si ripercuote un po' in tutti i racconti, in " Storia di un sofferto diniego " la protagonista si chiude aprioristicamente a vivere un'esperienza d'amore che potrebbe essere illusoria ed effimera, camuffando così la sua voglia d'amare e d'amore in un diniego amaro e sofferto.

            Ancora una donna protagonista del racconto " Corallo" , una donna vissuta nell' Ottocento, vittima di un matrimonio forzato e di una gravidanza vissuta come un obbligo coniugale e non come un legittimo desiderio.

            Mi ha particolarmente emozionato il racconto " Violara" , nel cui titolo confluiscono i nomi delle due protagoniste Viola e Lara, alias l'autrice Anna Valeria e la coautrice e amica Nicole Manfrin. Un racconto scritto a quattro mani, un' esperienza autobiografica reale e vissuta da entrambe con grande emozione tanto da essere trasposta in una versione narrativa. Un'amicizia tra due donne apparentemente molto diverse ma forse solo complementari, con una passione che le accomuna e le rende simili: scrivere.

            Non potevano mancare nella raccolta due racconti più strettamente legati all'ambito medico - scientifico che riguarda la femminilità. Così in " Fattucchiere coraggiose " l'autrice mostra il dovuto riconoscimento alla figura di Trotula De Ruggero, la prima ginecologa donna in Italia, operante presso la Scuola Medica Salernitana nel XI secolo d.C.

            In " Uno scheletro per amico" l'autrice parte da un ricordo d'infanzia alquanto semplice, quando da bambina si ritrovava ad osservare con naturale curiosità lo scheletro custodito presso lo studio medico del padre… Ad anni di distanza, riaffiora il ricordo del bianco delle ossa, affiancato ora al bianco dell'abito nuziale, a ricordarle che la vita non è più un gioco da bambine e l'amore gioca anche brutti scherzi, come il tradimento del partner alla vigilia delle nozze.

            Sei racconti al femminile, rivolti ad un pubblico decisamente misto, alle donne che sapranno perfettamente riconoscersi nelle trame e agli uomini che finalmente non potranno più dire " Le donne? Valle  a capire! "

 

Anna Valeria Cipolla D'Abruzzo, LA MIA BAMBINA DI CARNE E SANGUE … e altre storie di pancia e di donne, Arduino Sacco editore 2011. pp.187. Recensione di Santina Russo


 

 

 

 

 

 

   

 Genere: Narrativa

  Formato: 13 x 20

  Pagine : 190

  ISBN 9788863544282

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